Mensa aziendale e lavoratori somministrati: come gestire correttamente il riaddebito dei pasti

17 Settembre 2026di Zorana Denkovic
https://methastudio.it/wp-content/uploads/2026/09/Designer-18-1280x853.png

Molte aziende che si avvalgono di lavoratori somministrati tramite agenzie per il lavoro consentono frequentemente agli stessi di usufruire della mensa aziendale alle medesime condizioni previste per il proprio personale dipendente.

La gestione dei costi relativi ai pasti consumati dai lavoratori somministrati richiede tuttavia particolare attenzione sotto il profilo fiscale e documentale, al fine di garantire il corretto trattamento IVA delle operazioni e una puntuale tracciabilità dei costi sostenuti e successivamente riaddebitati.

Nella prassi operativa, il servizio mensa viene normalmente organizzato secondo il seguente schema:

  • il gestore della mensa fattura all’azienda utilizzatrice il costo dei pasti erogati;
  • l’azienda rileva il numero dei pasti usufruiti dal personale somministrato nel periodo di riferimento;
  • il relativo costo viene riaddebitato all’agenzia per il lavoro;
  • l’agenzia provvede successivamente a effettuare le eventuali trattenute previste nei confronti del lavoratore.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

La materia è stata affrontata dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 35/E del 28 marzo 2001, riguardante le somministrazioni di pasti effettuate a favore dei dipendenti di società terze.

Nel caso esaminato, una società consentiva ai dipendenti di imprese esterne di accedere alla propria mensa aziendale. Il servizio veniva fatturato dal gestore della mensa alla società utilizzatrice, che successivamente riaddebitava il costo dei pasti alle imprese di appartenenza dei lavoratori.

Sebbene la risoluzione si riferisca a una fattispecie antecedente all’attuale disciplina della somministrazione di lavoro, il principio espresso dall’Amministrazione finanziaria costituisce un utile riferimento per l’inquadramento del trattamento IVA del successivo riaddebito.

L’Agenzia ha confermato che le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate nelle mense aziendali e interaziendali beneficiano dell’aliquota IVA ridotta del 4%, prevista dal punto 37 della Tabella A, Parte II, allegata al DPR n. 633/1972.

Tale agevolazione continua ad applicarsi anche quando i fruitori della mensa sono dipendenti di un’altra impresa, purché esistano accordi o rapporti contrattuali che ne giustifichino la presenza presso l’azienda che mette a disposizione il servizio.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, l’impresa che riaddebita il costo dei pasti non fornisce una prestazione diversa da quella originariamente ricevuta dal gestore della mensa. Il servizio viene infatti ritrasferito al datore di lavoro dei lavoratori interessati senza modifiche e senza l’aggiunta di ulteriori elementi. Di conseguenza, il riaddebito può beneficiare del medesimo trattamento IVA applicato alla prestazione originaria, e quindi dell’aliquota del 4%.

La detraibilità dell’IVA

La risoluzione conferma inoltre la detraibilità dell’IVA relativa ai servizi di mensa aziendale, richiamando l’art. 19-bis.1 del DPR n. 633/1972. In presenza dei requisiti previsti dalla norma, l’imposta risulta detraibile sia per il soggetto che riceve la fattura dal gestore della mensa, sia per il destinatario del successivo riaddebito del costo dei pasti.

Conclusioni

La Risoluzione n. 35/E del 28 marzo 2001 conferma che i costi sostenuti per la mensa aziendale a favore di lavoratori dipendenti di imprese terze possono essere riaddebitati mantenendo il medesimo trattamento IVA applicato alla prestazione originaria.

La situazione può richiedere una valutazione diversa qualora l’azienda introduca maggiorazioni, commissioni, servizi aggiuntivi o altre componenti autonome rispetto al semplice riaddebito del costo dei pasti.

Dal punto di vista operativo, risulta pertanto opportuno mantenere una chiara separazione tra il rapporto di somministrazione del personale e il riaddebito dei costi mensa, documentando correttamente quest’ultimo al fine di garantire la tracciabilità delle operazioni, la corretta applicazione dell’IVA e il supporto agli adempimenti amministrativi e retributivi connessi.