La responsabilità giuridica negli ETS: profili operativi e cautele per amministratori e professionisti

7 Maggio 2026di Zorana Denkovic

Il tema della responsabilità giuridica negli Enti del Terzo Settore (ETS) sta assumendo crescente rilievo sia nella prassi professionale sia nelle più recenti analisi dottrinali e giurisprudenziali. L’entrata a regime della riforma del Terzo Settore ha infatti comportato una maggiore attenzione agli obblighi organizzativi, amministrativi e contabili degli enti iscritti al RUNTS, con conseguenti riflessi diretti sulle responsabilità degli amministratori e dei soggetti che li assistono.

Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ha introdotto un modello gestionale improntato ai principi di trasparenza, correttezza amministrativa e adeguatezza organizzativa, volto a garantire che lo status di ETS non venga utilizzato in modo opportunistico per finalità diverse da quelle civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

In tale contesto, gli amministratori degli ETS sono chiamati ad operare con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze possedute, analogamente a quanto previsto per gli organi gestori delle società. L’articolo 28 del Codice del Terzo Settore richiama espressamente le disposizioni del codice civile in materia di responsabilità degli amministratori, tra cui l’art. 2392 c.c. (responsabilità solidale per inosservanza dei doveri gestionali) e l’art. 2394 c.c. (responsabilità verso i creditori per la tutela dell’integrità del patrimonio).

Particolare rilievo assumono gli obblighi relativi alla corretta gestione contabile, alla tracciabilità delle operazioni e al rispetto degli assetti statutari. Elementi quali la redazione del bilancio, la distinzione tra attività di interesse generale e attività diverse, nonché la coerenza tra operatività concreta e finalità istituzionali, costituiscono oggi parametri essenziali nella valutazione della responsabilità degli organi amministrativi.

In tale prospettiva si collocano anche gli obblighi previsti dall’articolo 48 CTS, il quale pone in capo agli amministratori la responsabilità del deposito degli atti, dell’aggiornamento delle informazioni obbligatorie e della correttezza dei dati comunicati al RUNTS. Omissioni o ritardi possono comportare l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 2630 c.c., oltre alle specifiche sanzioni introdotte dall’articolo 91 CTS in caso di utilizzo improprio della qualifica ETS o di violazione del divieto di distribuzione degli utili.

Un profilo particolarmente delicato riguarda la gestione delle risorse pubbliche e dei contributi erogati agli ETS. In tali casi, la normativa impone specifici obblighi di rendicontazione e di trasparenza, finalizzati a garantire la corretta destinazione delle risorse rispetto alle finalità istituzionali dell’ente e la tracciabilità delle attività finanziate.

Anche il ruolo dell’organo di controllo e del revisore assume una funzione sempre più sostanziale. Nei casi previsti dalla legge, tali soggetti sono chiamati a vigilare sull’osservanza delle finalità civiche dell’ente, sul rispetto delle disposizioni del Codice del Terzo Settore e sull’adeguatezza dell’assetto amministrativo e contabile. Una vigilanza meramente formale non è più sufficiente a escludere profili di responsabilità in presenza di irregolarità significative.

Per i professionisti che assistono gli ETS, il mutato quadro normativo richiede un approccio che vada oltre la mera gestione degli adempimenti fiscali e contabili. È infatti necessario supportare gli enti nella costruzione di assetti organizzativi coerenti con dimensioni, attività e rischi dell’organizzazione, contribuendo alla prevenzione delle criticità gestionali e al rafforzamento della compliance interna.

In questo contesto assumono particolare rilievo alcune aree di intervento:

  • corretta redazione e aggiornamento dello statuto;
  • verifica della coerenza tra attività svolte e finalità statutarie;
  • adozione di procedure decisionali adeguate e la corretta verbalizzazione;
  • corretta gestione del personale e dei volontari;
  • rispetto degli obblighi di trasparenza e pubblicità verso RUNTS e stakeholder.

La crescente complessità del Terzo Settore rende quindi necessario un approccio sempre più strutturato alla governance degli ETS. In tale scenario, il ruolo dei professionisti si conferma fondamentale non soltanto nella gestione degli adempimenti, ma anche nella tutela dell’ente e dei suoi amministratori sotto il profilo della responsabilità giuridica.