Iperammortamento 2026: chiarimenti e incertezze operative

2 Aprile 2026di Anna Carollo

Il piano Transizione 5.0, presentato come misura centrale di politica industriale, è ancora in attesa del decreto attuativo, con inevitabili riflessi sulla pianificazione degli investimenti delle imprese a partire dal 2026. Il piano prevede un nuovo iperammortamento fiscale applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Nonostante la decorrenza sia già fissata, l’assenza delle istruzioni attuative rende complessa la programmazione degli investimenti, soprattutto per quelli di importo rilevante.

Un chiarimento di rilievo è intervenuto sul requisito relativo al luogo di produzione dei beni agevolabili. La versione originaria della Legge di Bilancio 2026 prevedeva infatti che l’iperammortamento fosse limitato ai beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo, introducendo una clausola “made in UE/SEE” che aveva sollevato diffuse criticità applicative.

Dopo una prima anticipazione contenuta nel comunicato stampa del Ministero dell’Economia del 12 marzo 2026, la modifica è stata formalmente recepita con il Decreto-Legge 27 marzo 2026 n. 38, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che ha soppresso ogni riferimento territoriale alla UE e alla SEE.

Resta tuttavia aperto il nodo principale: l’assenza del decreto attuativo. La bozza, predisposta a inizio anno, è rimasta sospesa proprio in attesa della correzione del vincolo territoriale, ora superato dal DL n. 38/2026.

Coordinamento con il credito d’imposta 4.0

Il 2026 sarà un anno di sovrapposizione tra regimi agevolativi. Per gli investimenti prenotati entro il 31 dicembre 2025, con consegna entro il 30 giugno 2026, continua infatti ad applicarsi il credito d’imposta Transizione 4.0. Sarà quindi fondamentale valutare correttamente la tempistica dell’investimento al fine di individuare l’agevolazione spettante.

Dubbi sulla fatturazione

Un tema ricorrente riguarda l’inserimento di diciture specifiche in fattura. È opportuno chiarire che la Legge di Bilancio 2026 non prevede alcun obbligo di dicitura per il nuovo iperammortamento, diversamente da quanto accadeva per i crediti d’imposta 4.0 e 5.0. L’eventuale indicazione in fattura resta quindi, allo stato, facoltativa. Non si esclude tuttavia che il decreto attuativo possa fornire ulteriori indicazioni operative sul punto.

In conclusione

L’intervento del DL 27 marzo 2026 n. 38, con la soppressione del vincolo UE/SEE, ha rimosso uno dei principali elementi di incertezza del piano Transizione 5.0, ma il quadro normativo resta incompleto fino all’emanazione del decreto attuativo. In questa fase è consigliabile procedere con prudenza e con il supporto del consulente, valutando attentamente tempi, documentazione e corretto inquadramento degli investimenti.